giovedì 18 dicembre 2008

UOMINI DI DOMANI.... POVERE NOI.

 


Orbene


pare che una telenovela sia scoppiata in classe del Ric.


Il giovane A., così Ric mi riferisce, ieri ha finalmente "rivelato il suo vero amore". Sembrerebbe che questo povero ingenuo di A. si sia confidato col compagno S., il quale, vera rana dalla bocca larga, è andato subito a spifferare tutto alla ragazza, la quale - a detta di Ric solo per levarselo di torno - ha ammesso che anche a lei A piace. Ma dev'essere, appunto, una balla.


A. naturalmente è depresso.


S. ha promesso a Ric che domani (cioè oggi) gli porterà un foglio  con su scritto 100 volte "sono un idiota" per non aver mantenuto il segreto e Ric, da parte sua, sta facendo da cupido e da consigliere amoroso ad A. che, credetemi, peggio non poteva cascare.


I problemi sono di due ordini. Primo, come A. possa corteggiare la sua innamorata. SEcondo, come fare a scollare l'innamorata suddetta dalla sua amica perchè A. la possa "beccare da sola". Ovvio che l'idea di dirle "senti, potrei parlarti in privato" non passa per la mente di nessuno.


I consigli per il punto 1 sono stati i seguenti:


1. Inventare edificanti balle su A. da raccontare alla ragazza per farla innamorare


2. Fingere una rissa tra A. (che è mingherlinisssssimo) e il Ric (che è il più forte della classe), nella quale Ric fa finta di prenderle e va dalla maestra a piangere davanti agli occhi - sperano loro - stupefatti della ragazza che dovrebbe cadere - nelle intenzioni - come una pera cotta davanti a cotanta prestanza fisica.


3. Mettersi a masticare cicche come un dannato, visto che alla ragazza piacciono molto (ma offrirle a lei, invece????)


Io, per parte mia, da brava matusa, mi sono permessa di sottolineare che alle ragazze di solito non piace sentirsi raccontare delle balle che magari A. potrebbe cominciare con l'essere gentile con la sua innamorata offrendosi, che so, di portarle la cartella, ma sono stata liquidata con sguardo sconvolto dall'idea che corteggiare una ragazza comporti fatica fisica.


Per il punto due invece non solo Ric ma anche altri compagni hanno dato veramente il meglio di se.  Per separare le due fanciulle, le migliori idee sono state:


1. dare del sale inglese (è un purgante, ndr) all'amica e farle passare il pomeriggio sul cesso


2. rovesciare dell'inchiostro nella cartella dell'innamorata e poi nascondere la cartuccia in tasca all'amica in modo che la colpa ricada su di lei e litighino


3 . mettere nascostamente qualcosa nel cibo dell'amica a mensa per farla vomitare


Credo che a mio figlio occorra una chiacchierata su come si trattano le donne.



 

STAMATTINA MILANO SI E' SVEGLIATA AL SOLE


Sono quasi commossa.



 


 

mercoledì 17 dicembre 2008

L'OPERA D'ARTE COMPLETA

Scusate, lo so, mi ripeto, ma a me 'sta cosa non finisce di farmi sganasciare.


Questo è il testo completo della fiaba di cui al post precedente.


Enjoy...



LA VITTORIA DI BERLUSCONI
 
"E'  il 6 gennaio 2008 e un ragazzo di nome Freddi, venticinquenne, sta andando a votare e vota la sinistra, ma la sinistra ha solo il 30% e la destra il 70% dei voti.
 
Il ragazzo mentre  urlava dalla rabbia diceva:
- Non vogliamo un bugiardo come Berlusconi, non lo vogliamo! - 
Poi si calmò e disse:
- Devo fare qualcosa, ma cosa? Potrei scrivere sui muri dicendo "Berlusconi faccia da rospo". Oppure sui cartelloni disegnargli i denti da vampiro e abbrutirlo disegnandogli il naso da elefante marino. No no no no che dico e se mi beccano che faccio? Devo inventarmi qualcos'altro.


Erano le quattro  del mattino, restò lì a pensare ma crollò a terra addormentato.  Quando si svegliò uscì di casa  con pantaloncini corti e pantofole dalla fretta ( e pensare che è gennaio ), era armato di pennarello e cominciò a scrivere e a disegnare sui muri.


Tre giorni dopo gli venne un'idea straordinaria, chiamare gli amici di Striscia perché prendano in giro Berlusconi; telefonò e lo studio eseguì.


Lo presero così tanto in giro che si ritirò e smise di governare e governò Veltroni."

giovedì 11 dicembre 2008

MIO FIGLIO GUARDA TROPPI TELEGIORNALI

Dunque.


In queste settimane, con la maestra di italiano, la famigerata III A sta analizzando le fiabe. Avete presente? Fiabe, favole, quelle robe li.


Di solito c'è un buon principe (il protagonista), un re, una regina o una strega cattiva (l'antagonista), una fanciulla in pericolo (la difficoltà) e dei simpatici animaletti fatati (gli aiutanti); normalmente, grazie a una botta di genio del protagonista (la soluzione), tutto finisce nell'immancabile lieto fine.


Che c'entra tutto ciò col TG? Mo' ci arrivo.


Il compito che ieri Ric ha svolto in classe consisteva nell'inventare una fiaba moderna. Preciso subito che tale capolavoro di letteratura per (o dell') infanzia non è ancora stato copiato in bella, quindi non l'ho ancora letto, ma stamattina il giovane autore me ne ha fatta una precisa analisi.


Mamma, allora.... il protagonista è un votatore della sinistra, l'antagonista è Berlusconi e la difficoltà è che Berlusconi ha vinto le elezioni. Gli aiutanti sono gli amici di Striscia la Notizia. La soluzione è che quelli di Striscia pigliano talmente per il culo Berlusconi che lui se ne va, e il lieto fine è che governa Beltroni


Vi immaginate la mia faccia durante questo breve racconto?


Basita. Orgogliona, ma totalmente e irrimediabilmente basita.






 

martedì 9 dicembre 2008


Basta, io sono stufa, dico sul serio


Non ne posso più.


Devo continuamente combattere, di continuo, ovunque e con chiunque. Tutto è una guerra, dovunque mi giri c'è da battagliare.  Combatto in ufficio (ed è inutile!), combatto coi miei figli per la verdura, per l'educazione, per farli stare composti, per non fargli rompere tutto quello che trovano, per i compiti, per lavarsi, per cambiare il pannolino... combatto con le maestre di scuola che mi sembrano rincoglioninte perse, combatto finanche con mio marito, se non sto attenta a cercare di non inacidirmi troppo.... e mica sempre ci riesco, e così via, una scaramuccia dietro l'altra, logorante.


Guerra guerra guerra, sempre, sempre lìsul chi vive, senza mai potersi rilassare un momento.


Devi stare attenta a come parli, a quel che fai, a chi dici cosa... e a come lo dici.


Per ogni minima cosa, anche la più stupida, c'è da mettersi in pista... senza mai un momento di tregua.


BASTA!


Io non sono così, non sono così!! Capito?? io non sono cosìììììììììììììììììììììììììììììììì!


Lo so, la mia amica B., se legge, starà inorridendo a queste mie parole :-).Ma è la verità, lo è!


Non ne posso più di lottare. Ho bisogno di pace.


Sembra che nessuno se ne renda conto, sembra come se la gente abbia una percezione di me diversa da quella che io ho di me stessa... e che, mi permetto di dire, è quella giusta, essendo mia.


Io sono quella forte, quella disponibile, quella ragionevole, quella che tiene in mano le cose, quella che sa, che c'è, che vede, che provvede, che si prodiga (o per lo meno ci prova), che educa, che pensa per gli altri, che si impegna, che tiene tutto sott'occhio, che sa quel che vuole e quel che c'è da fare in ogni circostanza.


In realtà, la maggior parte del tempo ultimamente, mi sentirei soltanto di rannicchiarmi in posizione fetale in un angolo e aspettare che la bufera passi.


Ma posso farlo? posso farmi vedere in questo stato? a casa? in ufficio? Posso mettermi a piangere davanti ai miei figli, per spaventarli a morte? o davanti al mio capo? o davanti a mio marito, e finire col farlo sentire in colpa?


Mi sento debole e in balia degli eventi.


 


 

venerdì 5 dicembre 2008

APPARTENENZA

E' incredibile il senso di appartenenza che mi coglie ascoltando questa musica.


Mi calma, mi solleva, mi scioglie, mi lega, mi trasporta.


Casa. 


 

PARTITA A SCACCHI


Ancora una partita a scacchi, ancora una prova di stragegia... maestro Sun, ti prego, aiutami.


Ieri l'altro il capo mi convoca. Brillante e di buon umore, è persino una persona piacevole quando riesci a prenderlo coi coglioni NON girati. Chiacchiere generiche sui figli, facezie, battute per qualche minuto. Qualche volta sembra persino che ti consideri un essere umano e non una pedina sacrificabile. Sprazzi momentanei.


Poi, mi dice che il motivo per il quale desiderava vedermi, è che il lavoro che sto svolgendo al momento va a morire e col primo gennaio sarà definitivamente defunto. Non casco esattamente giù dalla sedia, la cosa era francamente prevista da tempo.


Quindi, mi dice, questo è un colloquio esplorativo per capire quale ruolo potresti ricoprire da gennaio in avanti. Bene, esploriamo..................


La faccio breve, lui ha due proposte in mente.


Opzione A: un lavoro completamente operativo, non difficile, un po' noiosino e che di base non mi piace, ma che avrebbe il pregio di essere autonomo, ed inoltre  tranquillo e poco stressante. Una cosa del tipo arrivi-lavori-vai senza grossi scossoni.


Opzione B: prendere il posto di una persona che attualmente dirige un reparto, un gruppetto di 4 persone. Questo come idea di base mi piace di più, ma... ci sono dei ma. Il primo "ma" è che la persona che viene tolta da li mi farebbe sicuramente una guerra spietata (sarebbe la seconda volta che le soffio il lavoro....), e così probabilmente farebbero le persone del gruppo,che sono sue amiche e lavorano con lei da anni. Inoltre, da come il capo me l'ha presentata , li in quella posizione lui vuole un mastino, un cane, un poliziotto, insomma una persona "cattiva" (parole sue) cosa che io - sic! - non sono particolarmente. Anche senza dover sopportare la guerra, l'idea di fare la stronza con colleghe che hanno la mia stessa anzianità in azienda e con le quali ho rapporti amichevoli da 6-7 anni non mi attira particolarmente. Ciò nonostante, come ti po di lavoro, mi piace di più di quell'altro.


Io, di mia sponte, gli ho proposto una opzione C, che consisterebbe nel mettere all'opzione B la persona, il tizio, insomma quello stronzo li che mi ha sostituito durante la maternità (che è un totale incompetente, ma che come sa essere stronzo mastino lui non lo sa nessuno) e ridare a me, finalmente, il mio vecchio lavoro, che è la cosa che preferirei.


Il capo non era molto convinto, perchè benchè conosca - e apprezzi - la stronzeria del tizio in questione e la consideri quantomai adatta al ruolo, non ha però potuto fare a meno di confessarmi che è una persona completamente anelastica e che per adattarsi ogni  minima novità gli occorrono mesi.. figurarsi un cambio totale di reparto (questo, scusatemi, non significa ammettere implicitamente che è un idiota totale?). Però ha promesso (!?!?) che ci penserà su.


Ora, le mie questioni sono le seguenti:


Cosa scegliere tra A e B


e, più importante:


Come faccio a far avverare l'opzione C?


 

giovedì 4 dicembre 2008

LO QUE SE PROMETE SE CUMPLE...

... che è un po' come dire, ogni promessa è debito :-D


Oggi voglio raccontarvi una storia spagnola, la storia di MARCOS CON PELOS EN LA LENGUA.


Si tratta di una divertente sit com ad ambientazione gay (con buonapace di Mons Migliore, e della sua combriccola!) giunta appena alla seconda puntata della prima serie.


Nella prima puntata seguiamo il nostro Marco che - da convinto follador (traducibile con "scopatore incallito") tenta di trasformarsi un un ragazzo serio, di mettere la testa a posto, per così dire.





La seconda puntata invece narra di come il nostro piacente nonchè neo-casto eroe incontra il suo ex fidanzato e di come tale incontro scombinerà parecchio i suoi piani.....


 




Marco è interpretato dal  baldo Mario Angulo, che per chi volesse approfondire la conoscenza, si trova anche su facebook -----> proprio qui.


Buona visione e... non lasciatevi distrarre dalla lingua spagnola.... è comprensibilissimo :-D




 

mercoledì 3 dicembre 2008

E CI RISIAMO!


L'hanno fatto di nuovo! incredibile, due volte in due giorni, probabilmente stanno cercando di battere un qualche tipo di record.


A cosa mi riferisco? Al fatto che non contenti di proteggere gli ammazzagay (pardon, i guardiani della continuazione della razza umana), i preti cattolici prendono posizioni quantomeno "ambigue" nei confronti dei disabili.


Che? Di nuovo non ci potete credere? Manco io, ma  devo arrendermi all'evidenza


A parte le considerazioni sul merito, che sono sempre quelle e mi sono anche un po' stufata di ripetermi, la vera domanda che mi sgorga spontanea da cuore è la seguente:


Visto che a quanto mi risulta, lo Stato del Vaticano NON fa parte dell' ONU, ma mandarli un po' tutti quanti a fare in culo, farebbe tanto brutto?


Non so, ditemi voi.




 

martedì 2 dicembre 2008

MA E' VERO? NON CI CREDO!


Io non volevo crederci, quando ho appreso la notizia.


Il vaticano, nella persona del suo rappresentante all'ONU, Mons. MIgliore, ha espresso parere contrario ad una risoluzione che portasse alla depenalizzazione del reato di omosessualità. Reato per il quale ancora in molti paesi del mondo, vige la pena di morte (in Iran li appendono per il collo, giusto per intenderci)


E perchè il mons. suddetto avrebbe preso questa posizione? Per fede? per coerenza con il catechismo? perchè odia i gay? No, niente di tutto ciò. La motivazione è che una tale presa di posizione dell'onu nei confronti degli stati che considerano l'omosessualità un reato porterebbe a "nuove forme di discriminazione" nei confronti di questi stati. (non ci credete nemmeno voi? guardate qui )


Dio ci guardi dal discriminare quelli che ammazzano i gay. Del resto, mica è colpa degli stati integralisti, son quelli la che son finocchi! Vorremo mica tollerarli come natura li ha fatti, per caso!!!?!?


Veramente, ho sentito cotale nefandezza in macchina e poco ci mancava che andassi a sbattere.


Afferma mons. Migliore: si chiede agli Stati ...  di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che .... creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni


Messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni. Ma naturale! Possiamo noi, in tutta coscienza, mettere alla gogna governi che, poverini, mirando solo e soltanto alla conservazione della specie umana, con animo limpido e perfetta logica coerenza lapidano, fucilano, impiccano persone a causa dei loro orientamenti sessuali? Non sia mai, poveri piccoli paesi discriminati. Piccini, loro, che fan tanta tenerezza.


Dio, se ci sei, batti un colpo. Possibilmente sulla testa di cazzo di quel monsignore e di tutti quelli come lui.


Ora lascio il campo a chi le parole le usava meglio di me.






Vieni, renderò il continente indissolubile,
creerò la razza più splendida su cui il sole abbia mai brillato,
creerò terre divine e seducenti,
con l'amore dei compagni,
con l'amore dei compagni che dura tutta la vita.


Pianterò amicizie folte come gli alberi lungo i fiumi d'America,
e lungo le rive dei grandi laghi, e per tutte le praterie,
costruirò città inseparabili, con le braccia l'una al collo dell'altra,
con l'amore dei compagni,
con il vigoroso amore dei compagni.


Tutto questo io ti dono, o Democrazia, per servirti, ma femme!
Per te, solo per te io recito commosso questi canti.


Walt Whitman



 

lunedì 1 dicembre 2008

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

 
 
Cari amici,
anche quest'anno desidero proporvi di  trasformare i vostri  acquisi natalizi in una occasione di solidarietà.


Vi invito pertato a visitare il Mercato di Emergency  che come di consueto si svolgerà  in via Bagutta 12 (San Babila), dal 6 al 23 dicembre (orari: lunedì dalle 16.30 alle 19.30 e da martedì a domenica dalle 10.30 alle 19.30).
 
Vi ricordo che Emergency, fondata da Gino Strada,  è un'associazione italiana indipendente e neutrale che offre assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà e promuove una cultura di solidarietà, di pace e di rispetto dei diritti umani.


TUTTI POSSIAMO DARE UNA MANO. MI RACCOMANDO :-)




lunedì 24 novembre 2008

MA CHI E' ZIO E CHI E' PAPA'?


Vi ricordate qs film? Vi ricordate il tono scanzonato, diciamo, e nu' poculillo terrunciello con cui Abatantuono declamava orgoglioso le parole del titolo?


Ecco.


Ora immaginate lo stesso tono sulle labbra di un Piccolo Genio di 8 anni con l'R moscia, immaginate che stia rivolgendosi a suo fratello di 16 mesi nemmeno mentre questo scaraventa in giro tutto quello che si trova a portata di manine (arrampicandosi per prendere anche ciò che dovesse trovarsi fuori portata), e immaginate che lo apostrofi con un perentorio:


"tu sei proprio Attila, fratello di zio!"


Ebbene, da sabato pomeriggio, data di cotanta dichiarazione, la Puff famiglia si dibatte nella rete di alcuni fondamentali quesiti etico-filosofici.


1. Se Attila è il fratello di zio, vuol dire che Attila è papà?


2. Ma se invece Attila, fratello di zio è  il Lo, allora Ric è "zio"?


Quando il mangiapreti del Genio Grande non sapendo più da che parte voltarsi (stavo per dire a che santo votarsi, ma non sarebbe adatto al personaggio) ha cominciato ad intonare con aria ispirata "Fratello di Zio che togli i peccati dal mondo...." la Puffola ha capito che il punto di non ritorno era stato inesorabilmente superato.


A.

venerdì 21 novembre 2008

LA VITA E' COME SFOGLIARE UN LIBRO


... ed assaporarne sulle dita e negli occhi ogni momento, ogni parola, ogni irregolarità della carta e della stampa. La vita è un libro emozionante in cui non sai mai quello che può accaderti di leggere nella pagina seguente, in cui tutto è nascosto e misterioso, e con tutti i mezzi che possiamo avere, non riusciamo mai a scoprire quello che c'è scritto nella pagina successiva, perchè essa si scrive da se' mentre noi leggiamo quella precedente. Può capitare che nella pagina successiva, la narrazione si interrompa improvvisamente senza un perchè. Può capitare. E' la vita, si dice, ma non è vero. E' la morte. Le pagine diventano bianche.


E' quello che è accaduto a Eluana Englaro, e a migliaia di altri come lei, di cui lei però oggi è il simbolo, suo malgrado, inconsapevole portabandiera di una battaglia che, purtroppo, interessa tutti meno che lei.


Sono francamente sconcertata, dico sul serio, dalla piega che hanno preso gli eventi. NO, non dalle dichiarazione degli ecclesiastici di vario ordine e grado sulla sacralità della vita. La vita E' sacra, e non c'è bisogno di essere un prete per saperlo o stabilirlo. La domanda che dovremmo farci è se quella di Eluana è vita. Ma questa è retorica, ognuno di noi ha una risposta a qs domanda dentro di se.


Ma mi sconvolge l'iter burocratico/legale di qs vicenda.


Già trovo riprovevole (ed oltremodo doloroso) che un padre in una tale situaizone debba peregrinare mendicando da un tribunale all'altro supplicando di poter compiere verso sua figlia quello che lui ritiene essere l'ultimo atto d'amore che potrà mai avere verso di lei. Già trovo assurdo che ci debbano essere sentenze su sentenze riguardo ad una vicenda del genere che riveste il più privato, il più intimo dei caratteri, e che invece è sbandierata e pubblicizzata su tutte le tv nazionali ad ogni ora del giorno e della notte.


Ma che quando finalmente qs iter ha fine, quando la sentenza necessaria, vivaddio arriva e la cosa sembra sfumare verso una soluzione definitiva, ci sia ancora chi ha l'arroganza (e la possibilità) di appellarsi ulteriormente contro la decisione ultima della Cassazione, lo trovo sinceramente criminale.


24 associazioni, non meglio specificate (o almeno, io non ne conosco i dettagli) hanno avviato un ricorso per impedire che la decisione presa dalla Cassazione di permettere la morte di Eluana diventi esecutiva.


Ora io mi domando, ma chi cazzo sono ste 24 persone (giuridiche) che pensano di aver il diritto di intervenire su un argomento che non conoscono e che non li riguarda personalmente? Come cazzo è possibile che si consenta a degli emeriti estranei di decidere - perchè di fatto decidono, avendo il potere di bloccare l'esecutività della sentenza fino al termine del ricorso - su una cosa del genere?


Chi cazzo sono questi? Chi cazzo sono?


Integralisti religiosi? Semplici impiccioni? Gente in cerca di visibilità e potere? Perchè in fine tutto a questo si riduce: una manifestazione di potere. Alla fine con la sua vita o la sua morte, Eluana sarà l'ago della bilancia che ci dirà se siamo comandati dai preti o dai laici, tutto qui. Non ci credo che a tutti quelli schierati sul versante del "no" importi veramente di una ragazza che hanno visto 2 volte in foto in vita loro. Non ci credo. E' questione di stabilire dove sta il potere e chi lo detiene davvero.


E per questo, per questa volgare disputa politica, condanniamo Eluana a continuare a sfogliare le pagine del suo libro, ormai bianco, per chissà quanto altro tempo ancora.




 




giovedì 20 novembre 2008

PREMIO


Beh, che onore, ho ricevuto un premio da Capucci che ringrazio infinitamente.







amicizia


Anche io naturalemte ho delle nomimation, delle persone straordinarie che ho conosciuto qui e che mi onorano compiendo con me una parte del cammino.




La carissima ALE, naturalmente. E poi la dolce ROCCIA, DEMO che mi fa riflettere,  la fortunata mamma GIULY, la simpaticissima JANET, la VALE con la quale condivido lo stesso tipo di problemi quotidiani e la nuova amica EMILY. Premierei anche la Reb, ma questa sconsiderata ha chiuso il suo blog.....



Un abbraccio a tutti


A.






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Che cos'è?

"Dieci e lode" è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.

Come si assegna?

Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l'istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia  dalle quali il "Premio D eci e lode" si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.

Le regole:

1. Esporre il logo del "Premio D eci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E' un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");


2. Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;


3. Se non si lascia il collegamento al post originario già inserito nel codice html del premio provvedere a linkarlo (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");


4. Inserire il regolamento (nel post originario c'è il pratico "copia e incolla");


5. Premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.yy


Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.


Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i "Premio Dieci e lode" che vuole e quando vuole (a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.

mercoledì 19 novembre 2008

FANCULOOOOOOOOO


MA QUANTO MI FANNO INCAZZARE 'STI STRONZI CHE TI CHIAMANO PER DIRTI "MI HAI COMBINATO UN CASINO SU QUESTA PRATICA" E POI SI SCOPRE CHE IL CASINO L'HANNO FATTO LORO!!! E PIU' HANNO FATTO CASINO, PIU' SONO ARROGANTI.


E PIU' SONO ARROGANTI, PIU' LI SPIACCICHEREI AL MURO!

martedì 18 novembre 2008

MA SARA' COSI' SCONTATO?

Quanto ti fa incazzare quando realizzi cose che hai sempre avuto sotto gli occhi e a cui non avevi mai fatto caso!


Ieri sera in auto ho avuto una epifania. Capirai.


Uno le proprie insicurezze le ha laddove si sente carente.


Maddai, sul serio? Ma non mi dire, non ci sarei mai arrivato. Oh Puff-da Vinci, se non ci fossi tu con la tua illuminata intelligenza dove saremmo tutti quanti a quest'ora??


E invece non è così scontato.


Poniamo che una si senta inadeguata, che so, come moglie. Questa persona avrà sensazioni molto negative "in generale" sul suo essere moglie e si sentirà insoddisfatta o insicura, o immotivatamente gelosa, ma normalmente non saprà bene a cosa imputare queste sensazioni... fino a che non si metterà a spaccare il capello in quattro, cosa che di solito nessuno ha mai voglia di fare. Mettiamo che per educazione, questa sfortunata donna sia stata cresciuta nella convinzione che il compito di una donna sia quello di "aver cura" della famiglia, dal cibo, ai vestiti, al bucato, al fare la torta, ecc.... Poniamo anche che però debba lavorare a tempo pieno altrimenti non ci paga il mutuo. E poniamo anche che, visto che si tratta di donna dei nostri giorni, insomma questa visione di se stessa come Biancaneve canticchiante non le stia proprio bene. RAZIONALMENTE. Torna a casa alle sette e mezza di sera, ha alcune bocche spalancate da sfamare, e per far prima, due sere su tre mette in tavola prosciutto e formaggio, che almeno ci spicciamo in fretta e dopo ci rilassiamo due minuti sul divano.  La famiglia certo non muore di fame.


Però lei potrebbe sentire che questo non è sufficiente. Potrebbe considerarlo adeguato da un punto di vista intellettuale e razionale, ma potrebbe sentire tutt'altro. La scarsità di tempo per cucinare potrebbe essere il tallone di achille di questa donna. Per esempio.


Poi magari il fatto di essere cresciuta in un ambiente giudicante che costringe sempre le persone a "dimostrare" qualcosa a qualcuno può aver messo le basi per una futura insicurezza, sempre tutta tesa, questa poveraccia, a soddisfare le aspettative, o meglio a preoccuparsi di quel che gli altri pensano di lei.


Quindi, una cosa banale come il non aver tempo di cucinare può trasformarsi in un vero e proprio assillo che mina le fondamenta di questa donna (oddio di nuovo pastasciutta in bianco, chissà cosa penserà mio marito-mia mamma-la mia amica di me, sono disorganizzata ed incapace, sono una cattiva moglie, ecco sicuramente mio marito si troverà una più brava, e poi la mia famiglia cosa penserà se vengo mollata.... ecc.... ecc... ecc....), la quale alternativamente avrà voglia di piangere tutte le sue lacrime raggomitolata in posizione fetale, o di ammazzare qualcuno, possibilmente in modo doloroso e sanguinolento.


Questo discorso, ipotetico, vale per tutti gli ambiti. Una potrebbe sentirsi poco apprezzata in ufficio, e imputare la colpa a se stessa per insicurezza invece di andarne a ricercare le vere cause, oppure potrebbe sentirsi poco adatta a far la mamma e pensare che tutti siano migliori di lei, disperandosi invece di cercare di valutarsi con un minimo di serenità.


Se si vuole uscirne non si ha altro da fare che attivarsi per conoscere meglio possibile se stesse, e poi lavorarci sopra allo sfinimento. E ancora, e ancora e ancora fino a che le cose non girano per il verso giusto. A volte lo faranno, altre meno. Ma non è una scusa per non provarci.


Le morali di questa bella sviolinata sono due:


1. la vita è veramente troppo breve per perdersi dei pezzi nella disperazione, o nel rancore, o nelle "seghe mentali"


2. se sei insicura per qualcosa, tutto puoi fare meno che essere pigra

venerdì 14 novembre 2008

IN ONORE DEI MIEI FIGLI....

... ho adottato i due Cipollini che vedete qui a fianco (Cipollino è il soprannome del piccolo, mentre il grande naturalmente è Cipollone)


Il Cipollino Pazzo è il Lo


Il Cipollino Scaccoloso è Ric. Per ovvie ragioni (vedi qui)


:-)



A.

venerdì 7 novembre 2008

BASTA PARLARE DI COLORI

Ho la sensazione che stia accadendo quello che temevo


Oggi sono tutti Obama di qui, Obama di la...


E la battuta di Berlusconi, e la vignetta di Forattini..... tutti si concentrano su un unico e solo fatto: Barack Hussein Obama è nero. Nero, nero, vivaddio, o afroamericano come dicono quelli più corretti (anche se lo è solo per metà). Insomma, ha la pelle colorata di scuro.


E via alle polemiche, alle sviolinate trite e ritrite, alla retorica.............


Ok Obama è nero, non seve il microscopio per capirlo. OK, siamo davanti ad una elezione epocale. OK, la battuta di Berlusconi era un tantinello sul filo del rasoio (ma perdio, la gente non ha di meglio da fare che perder tempo dietro a queste cazzate? una opposizione seria, per esempio?), OK magari Forattini non è stato proprio perfettamente politically correct (anche se io ho interpretato la vignetta in modo diverso da quanto abbiano fatto evidentemente tutti gli altri e l'ho trovata sinceramente divertente). OK tutto.


Ma signori, io mi domando, e allora??


No, dico, e allora?


Va bene, è il primo presidente nero, va bene, è giovane, va bene tutto. Sono felice che sia stato eletto, e se fossi americana avrei votato per lui.


Ma se fosse stato bianco? Che differenza ci sarebbe stata? Che non sarebbe stato eletto?


Quanti conoscono il suo programma di governo? Quanti sanno chi ha scelto per la sua "squadra di governo"? Quanti conoscono il suo curriculum, a parte il fatto che suo padre era afro e che sua nonna (la nonna bianca) è morta il giorno prima di vederlo eleggere? Cosa propone? Quali sono le sue idee sulla guerra in Irak, sulla scuola, sull'assistenza ai bisognosi? Come farà a risollevare l'economia americana? Che idee ha in proposito? Qualcuno lo sa? Qualcno ce l'ha spiegato, per caso, di recente?


No. Lui, oggi, è solo il presidente nero.


Per me puntare tanto il dito sulla sua pelle equivale a dire che ha vinto per quella, o in gran parte per quella. E allora è lo stesso che dire che se non fosse stato nero magari non avrebbe vinto. E' come dire che conta di più la razza che le idee.


E' come una sorta di razzismo all'incontrario. E non mi va proprio.

martedì 4 novembre 2008

QUESTO POI, NO!

Siamo tutti abituati a dare certe cose per scontate. Non è giusto, non è bello, ma lo facciamo tutti.


L'altra sera, piacevole serata a casa di amici. Amici veri. Lui lo conosco dal lontano 1987 e mi piace considerarlo il mio migliore amico. Lei è mia amica da quando si sono messi insieme prima, e sposati poi, ormai una decina di anni.


Dopo pizza e chiacchiere, ho avuto una non altrettanto piacevole conversazione con lei, in lacrime. Fuori, al freddo, con la scusa di fumarmi una sigaretta, mi ha raccontato qualcosa di cui non avrei mai voluto essere partecipe.


Qualche sera fa, la parola separazione ha fatto capolino nei loro discorsi. Sono mesi che le cose non vanno bene, lei mi aveva poi detto che stavano migliorando ed io, cieca e sorda, avevo dato per buono questo aggiornamento.


Hanno avuto per vari motivi momenti un po' difficili, lei si è lasciata trascinare da avvenimenti esterni che le hanno succhiato tutte le energie (sbagliando, naturalmente) e lui ha sottovalutato questo suo problema liquidando la cosa come semplici "paranoie", e mancando quindi di darle il supporto di cui avrebbe avuto bisogno. Metti un po' di nervosismo che aumenta il numero e la portata dei piccoli scazzi, metti la poca propensione a risolvere le cose "qui e ora" lasciando che sedimentino senza parlarne, ingoiando e tacendo, ed ecco che il punto di non ritorno si avvicina a grandi falcate.


Mai, mai rimandare, mai tacere, mai sottovalutare i problemi dell'altro, mai essere egoisti, mai, mai mai!


Mai dare per scontato che l'altro ci sarà sempre, non importa quello che fai o che dici.


Mai pensare che esistano situazioni definitive ed immutabili se non nei libri.


Mai sottovalutare la stanchezza, il disagio, il malumore del proprio compagno.


E soprattutto, soprattutto è importante avere le idee chiare. Molto chiare su quello che si vuole. Prima di dare il via ad una girandola che non sai dove potrebbe portarti, devi sapere quello che vuoi.


Le ho chiesto se lo ama ancora. Le ho detto che tutto procede e nasce da questo, che se la situazione la porta a non provare più amore, qualunque altra considerazione è inutile. Lui la ama. O almeno, è quello che le ha detto davanti alla parola "separazione".


Ma le parole "si, io lo amo ancora" non sono uscite dalla bocca di lei. Il che mi preoccupa.


Io ho 16 anni dentro, lo sanno tutti. E alla mia giovane età, mi piace pensare che quando c'è l'amore tutto si risolve. Che basta amarsi, il resto viene da se.


Ma non viviamo a Forks, nessuno di noi. Nella vita vera non si risolve tutto da se amandosi. C'è da lavorare.


Con determinazione, con coraggio. Con abnegazione se serve. Con serietà. Con caparbietà se ne vale la pena. Tutte cose che a 16 anni non si possono comprendere. Ma a 37 si.

lunedì 3 novembre 2008

L'AMORE NON VA IN VACANZA

Titolo originale: The Holiday


 


Questo è definitivamente uno dei film più belli che io abbia mai visto.


Il personaggio di Graham (Jude Low) se la fa alla pari con Edward Cullen come personaggio maschile più romantico di tutti i tempi. Altro che Jacopo Ortis!

venerdì 31 ottobre 2008

E' TORNATA LA S.

Quando aveva 12 anni, la Puffola conobbe una ragazzina come lei, in vacanza. Si chiamava S.


La Puffola e S. avevano diverse cose in comune. Erano romantiche e sognatrici. Erano alla ricerca di un senso all'adolescenza che incalzava. Erano alla ricerca di un fidanzato che le amasse per quanto erano belle dentro. Erano anche alla ricerca del loro primo reggiseno, ma questa è un'altra storia.


La Puffola aveva una cotta mostruosa per il fratello della S. Il giovane incauto aveva a dire il vero dimostrato un qualche interesssamento per lei nella loro prima estate di amicizia, ma questo interesse si era smontato presto, come accade alle cotte da tredicenni. L'amicizia tra la Puffola e S. però non ne aveva risentito, e anzi, aveva proseguito su binari sempre più vertiginosi.


Le due erano legate ed accomunate da un singolare fattore fisico. Erano piccole. Con piedini minuscoli, numero 35 (taglia che oggi come oggi a 7 anni un bambino ha già superato). Questo era stato interpretato naturalmente come un segno del cielo, come una affinità elettiva innegabile, dandoil via a periodi di vita semi-simbiotica durante i quali, a vederle da lontano, non si riusciva a distunguere l'una dall'altra perchè spesso si scambiavano abiti e scarpe.


I pomeriggi estivi delle due giovinotte erano piuttosto singolari. A volte rubavano la bicicletta di qualche amico (del fratello di S., diciamolo, ormai sono passati anni, che potrebbe farci?) e andavano su e giù per il paesello scorrazzando come matte in due su un unico sellino, rischiando le ossa oltre che una bella strigliata. Una volta la piccola e magra S. - istigata, naturalmente - si è introdotta nel garage chiuso della famiglia di una amica per prendere in prestito il motorino di quest'ultima e farci un giro, configurando con cotanto comportamento il reato di furto con scasso. Uno dei pomeriggi più pazzeschi dell'estate!


Gli altri pomeriggi, beh.... quando non sgranocchiavano patatine stravaccate su una seggiola di bar con la "compagnia del tennis" capitava che passassero ore sdraiate sul parquet della camera di S. a sospirare languidamente sulle fotografie di Pierre Cosso... o, un paio di anni più tardi, su quelle di Simon le Bon e John Taylor... facevano lunghe dissertazioni filosofiche per chiarire se fosse meglio essere "fighe" come certune loro amiche o "bruttine" come vedevano se stesse... perchè è ben chiaro che una ragazza troppo bella non saprà mai se il suo ragazzo la vuole per il suo corpo o per la sua anima.... e loro preferivano decisamente essere volute per l'anima. Il fatto che le "belle" avessero molto più successo coi ragazzi di quanto non ne avessero loro era naturalmente imputato all'immaturità maschile più che alla loro stessa timida insicurezza...


A volte sollazzavano i loro curiosi (e morbosi....) cervellini con letture che avrebbero fatto morire d'infarto la nonna della Puffola se solo l'avesse sospettato.... i racconti erotici di Moravia sono solo un esempio... ma soprattutto un  libro soprannominato improponibilmente "il mago di oz", di cui non dirò altro perchè è un segreto gelosamente custodito da oltre 20 anni.


Una volta la Puffola e S si innamorarono dello stesso ragazzo (S, se ci sei, l'ho rivisto di recente, è ancora uguale!). Beh, ad onor del vero, S era innamorata, la Puffola un po' meno... però amava seguire la sua amica ovunque. Accadde che, diversamente da quanto si verifica di solito, questo comune innamoramento non scalfì minimamente quella simbiotica amicizia, ma al contrario la rafforzò grazie ad abbondanti innaffiature di lacrime ora dell'una ora dell'altra. (Le due soffrono da allora di reumatismi alla spalla, a furia di consolarsi reciprocamente).


E poi naturalmente c'erano le fughe sul prato dietro casa di S per la fumata pomeridiana! Sprovvedute all'inizio, avevano rischiato di farsi beccare in flagrante (veramente, la Puffola è stata beccata eccome!), ma dopo qualche uscita si erano impratichite. Partivano con le sigarette in tasca e con un sacchetto contenente un mangiacassette e un centinaio di nastri, deodorante (era rosa... debby? sinphonny? qualcosa di simile), caramelle alla menta e cioccolatini, e rossetto per farsi beccare con la bocca in ordine nel caso avessero incontrato qualcuno. Avevano il loro posto segreto e ci stavano benissimo, sdraiate a fumare guardando il cielo, come le donne di mondo che immaginavano di essere.


La Puffola e S, dopo molto tempo, si sono parlate ieri sera al telefono. S ha tre figli, lavora con il marito nella sua farmacia, va ancora in vacanza nello stesso posto e nella stessa casa, dove anche altre amiche ed amici di un tempo tornano a volte con i loro figli. La Puffola muore di invidia, ma le ritrovate amiche si sono promesse di vedersi, a Milano o in villeggiatura, a qualunque costo e in qualsiasi circostanza.


Così succederà che si incontreranno e sarà come se il tempo non fosse passato tra loro. Probabilmente mollerano i pargoli, 5 fanciulli in tutto, ai rispettivi papà, si abbracceranno e andranno a fare un giro a piedi, camminando a ritmo e sincronizzando il "movimento chiappoidale". Come un tempo.


 

giovedì 30 ottobre 2008

RIUNIONE SCOLASTICA

Ieri all'alba delle 17.00 (perchè naturalmente nessuna mamma lavoratrice ha nulla da fare a quell'ora) la Puff-rappresentante di classe uscente e le sue amiche compagne di sventura si sono incontrate nell'aula vuota della III A per la prima riunione scolastica dell'anno.


Definire le seguenti due ore "pirotecniche" è decisamente riduttivo. Dimenticate le solite riunioni barbose in cui nessuno ha niente da dire, tutti sbadigliano e si guardano con aria colpevole per non partecipare abbastanza alla vita dei propri figlioli. Dimenticate il solito mutismo e gli sguardi furtivi all'orologio col pensiero già alla cena.


Ricetta per la Perfetta Riunione di Scuola Primaria.


Prendete 4 maestre di cui una parecchio inkazzosa, e sedetele con le spalle alla cattedra. Mescolatele in modo che quella inkazzosa abbia sempre e comunque la possibilità di alzarsi senza inciampare nella cattedra o in qualche sedia. Prendete poi alcuni genitori assortiti di vare provenienze ed estrazione culturale. Spellateli, scottateli e sedeteli in banchi troppo piccoli e troppo disordinati e attendete qualche minuto che lo stress salga.


Non appena l'atmosfera si scalda, intavolate un argomento che sta a cuore alle mamme ma con il quale le maestre non concordano. Gettate via i mestoli perchè gli ingredienti cominceranno a rimescolarsi da soli. La maestra peperoncino (l'inkazzosa di cui sopra) si alzerà e con occhio stralunato comincerà a fare la sua arringa come fosse Perry Mason, misurando a lunghi passi la stanzetta. Quando la sua voce comincerà ad essere stridula e fastidiosa, invitatela prepotentemente a risedersi nella sua pentola e a stare buona.


La madre-ingrediente seduta accanto a voi, a questo punto, potrebbe pensare che sia il suo turno di sputare un po' di veleno. Essa si allungherà sul tavolo per avvicinarsi virtualmente quanto possibile alle maestre, e parlando a voce elevatissima con un italiano francamente discutibile e porterà all'attenzione della classe argomenti che indurranno gli altri ingredienti a farsi delle domande sull'evoluzione della specie umana. Frullatela con una frusta elettrica molto potente finchè sarà di una consistenza morbida ed omogenea e lasciate che riassorba in silenzio il suo veleno.


Un ingrediente fastidioso ma inevitabile in questo tipo di ricette è la mamma-del-primo-della-classe, la quale naturalmente non accetterà di buon grado di mescolarsi con gli altri ingredienti meno nobili (ne lei ne il suo prezioso pargolo) e cercherà di fuggire dalla padella ponendo come scusa che "il suo bambino è uno che rispetta le regole, e anche l'altra figlia grande le ha sempre rispettate" (che - per inciso- la figlia grande nessuno la conosce, c'ha 20 anni, chissenefotte di cosa fa o non fa). Ficcatela a viva forza in pentola a pressione e date gas, fino a che soffoca o viene disintegrata dal calore. Se lo fate sghignazzando, l'operazione avrà un successo più immediato.


Prendete poi una maestra-cipolla molto sensibile, fate che qualcuno degli altri ingredienti le muova qualche velata accusa di "avercela con qualcuno in particolare" e lasciatela rosolare a fuoco basso basso basso con un goccio d'acqua,  fino a che piange come fanno le cipolle.


Rimescolate tutto ben bene.


Quando la vostra opera avrà assunto consistenza omogenea, spiazzate gli ingredienti intavolando una nuova discussione, che coinvolge la maestra carciofo, accusandola (non troppo velatamente altriomenti non capisce) di avere atteggiamenti poco corretti nei confronti dei bambini (li butta fisicamente fuori dalla classe come misura disciplinare, trascinandoli per le braccia e facendoli sbatacchiare contro i banchi, ndr). La maestra carciofo bofonchierà qualcosa di inintelliggibile e terminerà la cottura in uno stato di totale mutismo, cosa per la quale potete accendere ceri di ringraziamento.


La mamma chioccia seduta alla vostra sinistra rimarcherà che il suo bambino "soffre abbastanza" per l'atteggiamento della maestra carciofo, la mamma insalata russa a destra insisterà dicendo che suo figlio non voleva nemmeno che l'argomento saltasse fuori alla riuinione per paura di ritorsioni da parte del carciofo. Voi vi domanderete di striscio che razza di animale sia vostro figlio, che di queste cose se ne frega altamente e quasi non ve lo avrebbe manco raccontato se non fosse stato sollecitato in tal senso, ma soffocherete il sospetto di aver dato vita ad un mostro senza sentimenti e procederete imperterrite nella conduzione della discussione.


Dopo qualche minuto, lasciate che la maestra cipolla dichiari aperti i lavori per l'elezione del rappresentante di classe.


Votate, chiacchierate, mentre il vostro lavoro di haute cuisine sobbolle e scoppietta. Aggiungeteci l'uscita di scena senza saluto della maestra carciofo e qualche momento di discorsi civili con la mestra cipolla. Spegnete, salate e pepate. La cena è servita.


Tornate a casa, e gioite. Siete le fiere rappresentanti di classe anche quest'anno.


 

mercoledì 29 ottobre 2008

LUCCIOLE E LANTERNE (MA PIU' CHE ALTRO LUCCIOLE)

Ormai dovrei essere abituata


Sono grande, maggiorenne, vaccinata e pure usa a certi discorsetti.


Ciò nonostante, ogni volta che il PG si avvicina con quel certo luccichio negli occhi, il cuore della Puffola non può fare a meno di sobbalzare.


E' accaduto, di nuovo, ieri sera mentre cercavo di stordire il ninnolino sul fasciatoio al fine di mettergli il pigiama.


- mamma posso farti una domanda un po' strana?


- (gagadinvacvsfaohdncfhadhfjhaey) ma certo amor mio, sai che la tua mamma è qui per te, luce degli occhi miei, di che si tratta pucci pucci piccolino bello dolce adorato?


- quanto costa una prostituta?


- (akltha nghudc nqegfuyakeaòldfnuai) ehm, non saprei, penso dipenda dalla prostituta (a momenti faccio cadere il Lo dal fasciatoio, ma non mi ha visto nessuno)


- ah. si ma più o meno?


- (dsfkhadajfha  aiufa buhfanfakjcfioa) non saprei, ti dico, dipende. Come mai ti interessa?


- boh, così.


(saildhfadihfacdafhaoòehfoafhadhfacmaosjkdsjkdfhuiadhfadjfaòjfadhfiadhfadriaiy8a)


Ma 'sto benedetto figliolo, boh così, non potrebbe interessarsi che so, della distanza tra la terra e il sole? oppure,  della velocità massima raggiunta in corsa da un ghepardo affamato? o anche del numero preciso di litri d'acqua presenti nell'oceano pacifico? Boh, così?


Sic.

martedì 28 ottobre 2008

L'IPOTESI DI CALAMANDREI - Non vi ricorda niente?


Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l'11 febbraio 1950.

 

Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli, ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

 

Allora che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.

 

Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

 

Pubblicato nella rivista "Scuola democratica", 20 marzo 1950

LEGGIAMO BENE!!!

Finalmente sembra che l'opposizione si stia svegliando! e sono convinto che finirà la luna di miele del Governo! Sono contento di riportare le BUGIE DEL DUO GELMINI-BERLUSCONI SULLA SCUOLA:
In riferimento al dossier distribuito nella conferenza stampa di questa mattina sulle presunte bugie della sinistra sulla scuola, il Pd replica con
questo contro dossier, punto su punto:


TEMPO PIENO
Nel Piano programmatico inviato al Parlamento scompare il “tempo pieno” e compare la dizione “estensione delle ore di lezione fino a un massimo di 10 ore settimanali comprensive della mensa”: si pensa dunque a un “doposcuola” di tipo ricreativo che è una cosa ben diversa dal tempo pieno didattico. Comunque sia, l’eventuale “aumento” si potrà realizzare solo se si imporranno a tutte le famiglie le classi con 24 ore settimanali con il maestro unico (quindi niente più scelta fra 24, 27 o 30 ore settimanali e tempo pieno).
Tuttavia anche in questo caso, Berlusconi non mantiene le promesse: ha più volte dichiarato, l’ultima il 16 ottobre, che le mamme possono stare tranquille perché aumenterà il tempo pieno “del 60%”. Se così fosse avrebbe dovuto istituire 17.400 (il 60%) a 40 ore o 14.000 (il 50% in più) e certo non le 3.950 in 5 anni annunciate oggi. ( le classi a tempo pieno sono attualmente 34.270).

NUMERO DEGLI ALUNNI
Dice Berlusconi che gli alunni saranno in media 18 per classe, al massimo 26.
Nell’unica bozza di Regolamento che circola si dicono cose diverse: si aumentano i parametri minimi e massimi: 30 per le scuole medie superiori e 29 per le scuole medie inferiori, con un incremento fino al 10%. Questo significa
arrivare anche a 33 alunni per classe.

MAESTRO UNICO
Il decreto legge parla di “maestro unico” e non basta certo una battuta detta in conferenza stampa dal premier per trasformarlo in “maestro prevalente”.

LINGUA INGLESE
Il maestro unico dovrà insegnare anche l’inglese perché nel Piano programmatico (a pagina 19) viene previsto il taglio di 11.200 posti (4.000 già dal prossimo anno) di insegnanti specializzati di inglese. E viene previsto forse che con un corso di sole 150 ore il maestro unico dovrà
specializzarsi anche nella lingua inglese.

RAZIONALIZZAZIONE DEL PERSONALE
Qui si tocca il massimo della spudoratezza giocando con le parole e con la condizione di vita delle persone: falsi gli 87.000 licenziamenti dice Berlusconi. Sono purtroppo veri i licenziamenti di 87.000 insegnanti che lavorano da anni, ogni anno, con incarichi annuali nella scuola. (Essendo
“precari” non vengono “licenziati”: vengono soppressi definitivamente i loro stipendi e i loro posti di lavoro). A questi 87.000 si aggiunge la mancata assunzione dei 75.000 precari già previsti nel piano del governo Prodi con
copertura finanziaria).
Il presidente del Consiglio e il ministro non sanno neanche quanti dipendenti hanno: oggi hanno affermato che nella scuola ci sono 1.350.000 dipendenti “e sono troppi”. Dai dati della Ragioneria generale dello Stato si ricava che i
dipendenti nell’anno 2006 erano 1.143.164, scesi nel 2007 a 1.133.000. (dati consultabili sul sito della Ragioneria)
Non è vero neanche, come detto oggi, che in Italia il Rapporto docente/alunni è 1 ogni 9: nella pubblicazione “la scuola in cifre” dello stesso ministero dell’Istruzione nella tabella 1.3.3 pag 23 (pubblicata a settembre 2008) il
rapporto è 1 ogni 11,1.

SCUOLE DI MONTAGNA
Berlusconi dice che “nessuna scuola sarà chiusa”: falso.
Dal Piano programmatico viene esplicitamente detto che chiuderanno le scuole sotto i 50 alunni. Sono 1083 i Comuni interessati così ripartiti: 181 con scuole fino a 15 alunni; 184 fino a 20 alunni; 718 fino a 50 alunni.
A queste vanno poi aggiunte circa 3000 scuole a rischio chiusura perché sotto i 50 alunni come le 130 scuole elementari e medie presso gli istituti ospedalieri; 7 annesse a istituti d’arte, 7 annesse a convitto, 4 a
Conservatori, 3 per ciechi, 2 per sordomuti. In più ci sono le secondarie di secondo grado: 522 (di queste 346 sono serali e 55 carcerarie).

SPESA PER IL PERSONALE
Il presidente del Consiglio e il ministro continuano a dire che il 97% della spesa pubblica della scuola serve a pagare gli stipendi di chi ci lavora.
Vengono smentiti non dal Pd ma dall’Ocse nella pubblicazione “Education at a Glance, 2007”. Infatti, i dati della spesa corrente per il personale, raffrontati con quelli di altri Paesi, risultano questi:

Italia 80,7
Francia 80,7
Germania 85,1
Gran Bretagna 69,7
Media Ocse: 80,1

Di conseguenza l’Italia risulta allineata alla media Ocse ed ha una spesa per gli stipendi inferiore a quella della Germania.


Fonte: PD. Vedi anche qui


lunedì 27 ottobre 2008

DOMANDE ESSENZIALI.


 


Ma se il tipo che lavora col legno si chiama fa-legname....


Perchè l'idraulico si chiama idraulico e non fa-tubi? E il panettiere non si chiama fa-pane? E un cuoco non si chiama fa-cibo? E un calzolaio non si chiama fa-scarpe?


E se si dice "un dedalo di viuzze" perchè non si può dire "un icaro di viuzze"?



Ecco. Secondo voi, quanti anni ha il genio che mi ha posto questi imperdibili quesiti??


 


 

venerdì 24 ottobre 2008

IL TAO DI UNA BUONA DECISIONE

(...)


Potremmo imputare la discriminazione in base al sesso unicamente all'uomo, ma così facendo non seguiremmo il Tao e saremmo nel torto. E' vero, l'uomo ha contribuito alla nostra sottomissione ma anche noi donne abbiamo qualcosa da rimproverarci. Perchè? Perchè mentiamo a noi stesse. Ci siamo educate a pensare al successo in un certo modo, al maschile, ovvero pensando solo appe promozioni, a scalare la gerarchia aziendale, a occupare i vertici.


Molte donne negano una diversa definizione del successo, ovvero un sucesso che non abbia a che vedere con il conseguimento di una carica prestigiosain capo lavorativo: la considerano "inaccettabile", teemndo che dire la verità su quello che la donna realmente vuole, sul mondo che ha così attentamente coltivato, possa ritorcersi contro di lei.


E così la donna va avanti, mentendo a se stessa senza rendersene conto, inseguendo ciò che ritiene dovrebbe essere importante, anzichè ciò che lo è veramente. (....) Queste donne [quelle che non vogliono inseguire solo "la promozione", ndr] sono condizionate a sentirsi in colpa per non essere abbastanza ambiziose e così inventano scuse. E' molto più facile dire "non vogliono promuovere una donna" che essere oneste e confessare "in realtà non voglio la pressione e l'impegno in termini di tempo di una posizione ai vertici"


(...)


Chin-Ning Chu.



QUESTA DONNA SA QUELLO CHE DICE.

ANCORA OSTERIE

Stamattina a colazione, la Puffola e l'assonnato marito sono stati accolti da un festante Piccolo Genio che non poteva proprio esimersi dal declamare "la nuova osteria" che ieri sera il suo amico P., compagno di judo, gli ha insegnato.


Questa imperdibile chicca recita:


"Osteria numero 40... il mi cazzo sa di fantaaaaa"


Oggi, la Puff-giornata è funestata da immagini del Piccolo Genio col pisello infilato in una lattina.

giovedì 23 ottobre 2008

FATE, RAGNI E PRINCIPESSE

Per ovviare alla noia di una pausa pranzo solitaria, oggi la Puffola ha avuto la malsana idea di fare un giro nel mega-negozio Toys sotto l'ufficio.


Appena entrata, un mondo idilliaco si è spalancato davanti ai suoi stupefatti occhi.


Scintillanti fatine danzavano in ogni dove, coi loro vestitini colorati e sbrliluccichenti. Piccoli preziosi diademi spuntavano da ogni angolo, graziose bacchette magiche facevano capolino promettendo magie e stupore. Deliziose scarpette di cristallo e petali di rosa scalpicciavano tutt'attorno, brillando ad ogni raggio di luce. E i vestiti, oh, i vestiti, fruscianti, leggeri e sinuosi, ispirati ai fiori del bosco e cuciti con tanta e tale maestria che si sarebbe detto di sentire addirittura il profumo, di quei fiori


E le ali, ohhh, quelle meravigliose grandi ali, lassù, in alto, inaccessibili.....rosa, gialle, verdine, che si muovevano appena distibuendo polvere di fata tutto attorno....


La Puffola - immobile e ad occhi chiusi come ogni bravo schizzofrenico - ha danzato con le fate per una ventina di minuti buoni, ha scherzato con le principesse in visita alle suddette fate, ha provato scarpette e diademi, ha infilato guanti e annusato margherite di campo.


Poi è rientrata in se stessa e con passo marziale si è diretta alla cassa, dove ha pagato il suo acquisto:  una ragnatela estensibile viola funerale corredata da due grossi disgustosi ragni arancioni mutanti e radioattivi, da mettere come decorazione di Halloween in camera dei suoi figli. Che, come tutti sanno, sono maschi.


Entrambi.


mercoledì 22 ottobre 2008

FANCULO, COL CUORE.

Mio figlio Riccardo non è mai stato un bambino contemplativo.


E' vivace, scatenato ai limiti dell'iperattività, sempre in movimento, il classico tipo una ne fa e cento ne pensa.


Non gli piace la scuola se non per l'intervallo, non gli interessa fare i compiti con impegno, detesta scrivere e - anche se ultimamente meno - odia leggere. E' uno di quei rari bambini che non salutano le persone che incontrano senza essere sollecitati, e anche quando è sollecitato il massimo che gli tiri fuori è un indistinto bofonchio a mezza bocca.


Testa i suoi limiti e i miei con un bel po' di oppositività, non è particolarmente ubbidiente e alle volte un pochino arrogante nei modi, ma riesco a tenerlo sotto controllo. IO riesco. Gli altri, cazzi loro.


E' una persona molto "fisica", ama il contatto, tocca e abbraccia e salta addosso cono veemenza a tutti coloro ai quali tiene (parenti, amici, bambini e adulti), e si è fatto in questo modo una fama da bimbo "violento" che in realtà non merita, non avendo, di fatto, mai fatto a botte con nessuno.


D'altro canto, è un ragazzino intelligente e veloce, curioso di tutto e molto attento a notare i minimi dettagli delle cose (anche se solo per le cose che gli interessano...). E' affettuoso, mi abbraccia e mi bacia di  continuo, gli piace ancora venire a prendere le coccole in braccio a me o accoccolarsi vicino a suo padre davanti alla televisione.


Adora suo fratello, dal primo momento che l'ha visto. E' attentissimo a tutto ciò che fa, si fionda a recuperarlo se si avvicina ad un pericolo o se lo vede mettere in bocca qualcosa di sospetto. Lo fa giocare, lo coccola, lo bacia e lo abbraccia con autentico trasporto.


Mangia quello che gli metto davanti e dorme tutta notte da sempre. Non frigna quando cade, non sopporta troppo bene le frustrazioni, ma si farà. Appena sveglio è una specie di orso ombroso, ma dopo 5 minuti ha già l'aria contenta e furba. Ha una inesauribile capacità di essere felice e si entusiasma per le cose; non è particolarmente loquace, e devo fargli domande molto precise per avere dei racconti di quello che gli succede durante la giornata, ma canta e balla tutto il tempo, è un amico sincero e sensibile, e soffre sinceramente se pensa che un amico gli voglia meno bene di prima (e tra bambini, si sa, capita di continuo).


Purtroppo non è molto empatico ed è ancora piuttosto egoista, fa fatica a "mettersi nei panni di" e non comprende ancora il classico "se da  noia a te, tu non farlo agli altri".


Tutto ciò considerato, nonostante i suoi molti difetti che naturalmente sono solo lo specchio dei miei continui fallimenti di madre, definire questo bambino "teppista" mi pare decisamente idiota.


Pertanto, seguo i miei stessi consigli (all'AleAzul hanno fatto bene) e dico:


1. Fanculo, col cuore, a chi dice invece che "cresca come un teppista"


2. Fanculo, col cuore, anche a chi non capisce perchè il fatto che mi sia stato detto mi ferisce profondamente.


E credetemi, mie care amiche, lo scrivo perchè venga letto.


A

lunedì 20 ottobre 2008

SONG OF EXILE - per me è bellissima!


  



 

Land of bear and Land of eagle

Land that gave us birth and blessing

Land that pulled us ever homewards

We will go home across the mountains

We will go home, we will go home

We will go home, across the mountains

We will go home, we will go home

We will go home, singing our song

Hear our singing, Hear our longing

We will go home across the mountains

We will go home, we will go home

We will go home, across the mountains

We will go home, we will go home

We will go home, we will go... home.



venerdì 17 ottobre 2008

giovedì 9 ottobre 2008

TODO SOBRE MI MADRE

Ieri sera ho avuto una sensazione strana.


Sono andata a prendere Ric al corso di tecniche circensi, e mentre camminavo dalla macchina al cancello della scuola in cui si svolge, mi è venuto in mente improvvisamente di quando io ero "dentro" la palestra e qualcun altro stava fuori nel parcheggio o mi veniva a prendere.


Era buio e silenzioso, ero un po' in anticipo e il parcheggio era deserto e io... io ho visto il tempo scorrere.


E' stata una cosa strana, non spiacevole, ma strana, constatare una volta di più quanto la ruota abbia girato, senza quasi che me ne accorgessi. Ora i ragazzini che incontro mi danno del lei e mi chiamano Signora, e io non sono più quella "a cui si fa" ma quella "che fa agli altri",  sono quella che arriva di corsa con mezza spesa fatta, un tacco in mano, la borsa su una spalla e un figlio sull'altra (mentre dentro di se magari canticchia la sigla di Goldrake...)


Mi domando come mi veda la gente dall'esterno (a parte gli evidenti chiletti in eccesso), e devo giungere alla conclusione che mi vede come io vedevo mia madre 25 anni fa. il che mi shocca a morte, se devo essere sincera.


Non perchè mia madre abbia qualcosa che non va, ci mancherebbe.


E' che però io non mi sento affatto così, non mi sento "signora", e non credo di assomigliarle affatto. Lei, e tutte le donne come lei, io le ho sempre considerate "grandi" anche quando avevano 25 anni. Forse addirittura vecchie. Mi sembra che siano nate già adulte, sono donne mature, posate, composte, organizzate.  Sono persone pratiche, hanno un gusto impeccabile e sobrio, non si perdono dietro ad inutili fantasticherie. Si preoccupano - o forse è per loro naturale - di certe "convenienze" che a me non verrebbero mai in mente...


A me, nonostante 37 primavere, piace andare a ballare in discoteca, mi piacciono le gonne ampie con un po' di fronzoli, sono capace di comprarmi  improponibili maglie rosa coi volant, e poi di metterle con orgoglio. Mi sono fatta il piercing a 30 anni e sono tuttora convinta che non ci sarebbe niente di male se invece di tingermi i capelli color mogano li facessi azzurri. Passo ancora ore a sognare ad occhi aperti di futuri che non avrò mai, ma che non posso rinunciare a immaginare. Esco con le amiche e magari passiamo la serata a camminare in giro per la città cantando a voce alta e facendoci guardare con disapprovazione dai passanti... come da ragazzine.


Perchè in realtà secondo me è questo che noi abbiamo di diverso dalle nostre madri. Tutte noi da tutte le nostre madri: noi ci sentiamo ancora ragazzine. Abbiamo ancora voglia di divertirci, non siamo mai del tutto cresciute (invecchiate?), non consideriamo i cartoni animati "roba da bambini", non guardiamo dall'alto in basso i ragazzi che rumoreggiano al ristorante. Apprezziamo ancora gli ambienti rumorosi pieni di musica, non disdegnamo una serata "tra ragazze" una volta ogni tanto e - ammettiamolo - ci capita di riguardare Il Tempo delle Mele quando lo danno in tv.


E' come se avessimo conservato una memoria più vivida di quel che eravamo. Non ci importa di essere "adeguate alla nostra età" in fatto di abbigliamento o atteggiamenti. Siamo forse più naturali, più libere. Più giovani, pur essendo nei fatti più vecchie.


O forse no. Forse queste cose mia madre le pensava di mia nonna 40 anni fa. Forse mio figlio oggi mi ritiene una vecchia matusa barbosa che non è mai stata giovane...


 

mercoledì 8 ottobre 2008

TESTUALI PAROLE

Ieri all'uscita della lezione di judo.


Ric mi raggiunge trafelato, buon ultimo, con la giacca tutta sghemba addosso e un sorrisetto serafico.



- Ciao mamma, posso dirti una canzone di D'Artagnan con una parolaccia?


- Mpf. preferirei di no, ma se proprio devi......


- "D'Artagnaaaaan urla ti ammazzo, ciuccia il suo cazzo, D'artagnaaaaaaan....


- Ma Riccardo! (assumo aria indignata)


- Eheh (compiaciuto). L'ho inventata io questa rima!!


- Ah, bravo, proprio una bella rima! Smetti di dire brutte parole, e poi manco lo sai cos'è, il cazzo!


- Certo che lo so (indignato lui stavolta)


- Ah si? E che cos'è?


- Il picio!!!! (ride a crepapelle)


-Picio? Picio? PICIO????? E dove le impari queste belle parole?


- Quest'estate all'oratorio, mamma!!!



Mai come ieri sera sono stata lieta di NON averlo iscritto al catechismo!

martedì 7 ottobre 2008

PORTAMI IL DIARIO

Ieri sera il Ric è tornato a casa con la seguente nota disciplinare sul diario:



"Nonostante i ripetuti richiami Riccardo continua


a succhiare e mordere le penne e i cappucci"





Primo pensiero: e quindi?


Secondo pensiero: ripetuti richiami? c'avevi un po' poco da spiegare oggi, eh?


Terzo pensiero: questa qui deve cambiare pusher.


Io non sono di quelle mamme sempre "pro-pargoli" che danno addosso alle maestre per partito preso perchè i loro bambini sono bellibuonibravi e non gli si puù dire niente.


So che Ric è un ragazzino si intelligente, ma anche indisciplinato, distratto, poco incline a seguire le regole e molto a far di testa sua, il che nella scuola non è esattamente una bella cosa. Quando la maestra mi dice che il ragazzo disturba la lezione o che si perde via continuamente contando gli aerei che passano e resta indietro nei lavori di classe, niente da eccepire.


Quando la clase prende delle punizioni o delle note disciplinari cumulative per aver parlato a mensa, già eccepisco un po' di più.


Ma qui, perdonatemi, si casca nel ridicolo!


Come quell'altra volta che Ric ha preso una nota insieme al suo compagno perchè avevano fatto pipì in due nello stesso water... a 6 anni.....


Voglio dire, se si vuol infierire perchè tanto ormai, si sa, è sempre colpa di quei due o tre va anche bene (dopotutto se Ric ha scelto la via del cattivo comportamento, è ben giusto che ne subisca le conseguenze, anche quelle "ingiuste"), ma lo si dice chiaro e tondo e non si fa finta di essere imparziali! L'amica di Ric, bravissima e disciplinatissima, mangia due penne al giorno e mica ha mai portato una nota per questo!


Io sono cresciuta con una mamma che mi diceva che gli insegnanti sono imparziali, che non fanno niente per simpatia o antipatia, che i professori non ce l'hanno mai con nessuno, che sono sempre e comunque giusti e corretti anche se agli studenti non sembra. A me questa pareva una stronzata quando ero studente, e ancora di più mi pare una stronzata oggi.


Mah!


(Per la cronaca, ha portato a casa anche un distinto nella sua prima interrogazione di geografia al mondo, pertanto mi posso dire soddisfatta nonostante il cappuccio mangiucchiato)