mercoledì 22 marzo 2006

Anno 33 dC secondo il calendario Gregoriano

Mattina seguente alla Pasqua Ebraica

Giardino conosciuto come Il luogo del Teschio

Esterno, giorno.

 

 

Miriam camminava come in un sogno, a malapena consapevole della strada che percorreva, delle donne che aveva vicino, delle pietre sotto i suoi piedi. Gli occhi erano asciutti ma il suo viso trasmetteva angoscia e rassegnazione.

 

Quando si fermò davanti al sepolcro, tutto quello che vide fu la pietra scostata ed il passaggio aperto. Fu colta da una vertigine, e barcollò fin dentro la tomba tenendosi a stento in equilibrio. Il letto di pietra che aveva ospitato il suo sposo nel suo ultimo sonno era vuoto.

 

Corse fuori, gridando. Le altre donne spaventate scapparono.

Un uomo vestito di bianco le venne incontro da lontano, ne vide la sagoma attraverso le lacrime che ora scendevano copiose, inarrestabili. Un terrore indicibile si era impadronito di lei.

 

- Aiutami, aiutami – gridò correndogli incontro – dove hanno portato il mio Signore? Dove lo hanno messo? Aiutami, ti prego, devo trovarlo...

- Miriam….. – disse l’uomo dolcemente

 

Miriam si bloccò.Il suono di quella voce l'avvolse, e lei si asciugò il viso e gli occhi con le mani, freneticamente.

 

- Yeshua? Yeshua proprio sei tu… mi avevano detto che eri morto, mi avevano detto che non c’era speranza… sei vivo marito mio, sei qui sei vivo…

 

Miriam si slanciò verso di lui e lo abbracciò. Lui ricambiò brevemente l’abbraccio, poi disse

 

- Noli me tangere, Miriam. Non trattenermi. Ho poco tempo e molto da compiere prima di andarmene.

- Andartene? Ma sei qui, sei vivo… Abbiamo tutto il tempo del mondo, ora. Tutto si compirà, tutto è a posto…

- No, Miriam. Io sto per morire.

 

Miriam lo guardò incredula, poi crollò in ginocchio ai suoi piedi, schiacciata dal significato di quelle parole e dalla gravità che gli leggeva in volto.

 

- Yeshua…..

 



Lui la prevenne, sapeva quel che stava per dire.




- Yosef ha deciso giustamente, Miriam. Un potente rimedio esseno mi ha ridato vigore, secondo le sue istruzioni, ma il suo effetto sarà breve. Devo terminare la mia missione, devo parlare con Simone e gli altri prima che tutto sia finito.

- Così mio Signore vieni usato nella morte come lo sei stato in vita…

- No, Miriam. E’ stata una mia scelta. Yosef e tuo fratello hanno eseguito il mio volere.

 

Miriam non aveva più parole ne speranza. Yeshua le tese le braccia e l’aiutò ad alzarsi.

 

- Addio, mia amata. Proteggi il sangue reale che scorre dentro di te. Ora tu sei la coppa che contiene il tesoro più grande e prezioso, la più grande speranza per il nostro popolo. Porta con te tutto il mio amore, Miriam.

 

Detto questo, si allontanò lentamente. Lei rimase a guardarlo, per l’ultima volta, le mani premute sul ventre. 

 

 

 

 

 

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